Avvistamenti 2002


L'estate del 2002 è stata particolarmente fortunata sul fronte degli avvistamenti: oltre ai consueti incontri con stenelle e tursiopi (abbiamo stimato un numero complessivo di circa 100 - 120 esemplari), tutti localizzati tra l'Arcipelago toscano e la costa Nord occidentale della Corsica, abbiamo avuto la fortuna di avvistare tre balenottere comuni, di cui una con il suo piccolo e, forse, una balenottera minore che presentava ferite sul dorso dovute ad una probabile collisione con le eliche di una nave.
Ma andiamo per ordine

Le balene si concedono

E' il 21 giugno, poco vento, mare appena increspato, navighiamo a vela dall'Elba verso Capraia. Improvvisamente a circa 80 metri dalla barca emerge una sagoma scura che, inarcandosi lentamente scorre,scorre; compare una piccola pinna dorsale, ancora scorre per qualche secondo, poi più nulla.
Una balena! Daniele e Sonia, con noi su Carpe Diem, non credono ai loro occhi. Che sia stata un'allucinazione? Ma no. Passano pochi minuti ed eccola un'altra volta. Dapprima si avverte un leggero ribollire dell'acqua poi emerge la montagna semovente.
Consultiamo il manuale e ne abbiamo la certezza: è una balenottera comune. L'animale si dirige verso Nord, parallelamente alla nostra rotta e a noi non resta che augurargli buon viaggio.

Sonia e Daniele sono stati fortunati, solo tre giorni in barca e un avvistamento così raro!
Noi, che in barca staremo vari mesi, siamo convinti che sia il primo ed ultimo avvistamento di una balena per la stagione. Non sapevamo allora che saremmo stati testimoni pietosi di una balenottera ferita e allo stesso tempo autori del suo salvataggio.

E' il primo luglio, salpiamo da Portoferrario e ci dirigiamo al centro della rada per innalzare le vele, fuori dalla rotta dei traghetti che arrivano e partono in continuazione.
Ad un tratto Raniero indica un punto scuro sull'acqua. - Guarda, una balena! Ma dai, ti sei sbagliato.C'è troppo traffico di navi. - Invece ricompare una sagoma scura appena sopra il pelo dell'acqua e valutiamo che l'animale possa essere lungo uno pò meno della barca che misura dieci metri.Sarà un cucciolo di balenottera comune, ma in acque così basse, oppure potrebbe essere una balenottera minore, anche se raramente, ne sono state avvistate. Riusciamo a scattare una foto con una macchina automatica (i risultati saranno inferiori alle aspettative).
Non abbiamo tempo per capire, i traghetti sono sulla rotta del cetaceo, c'è pericolo. Chiamiamo via radio la capitaneria di Portoferraio che, prontamente, ci offre assistenza e ordina ad una motovedetta di intervenire. All'improvviso la balena emerge a meno di un metro dalla barca e lo stupore si tramuta subito in pietà infinita. Il dorso del cetaceo è inciso da quattro profonde ferite trasversali lunghe non meno si quaranta centimetri, distanziate fra loro di almeno mezzo metro. Le labbra aperte delle ferite lasciano intravedere il bianco del grasso sottocutaneo. Sicuramente è stata una collisione con una nave. Bisogna subito proteggerla e tentare di farle guadagnare il mare aperto, solo là sarà al sicuro e con un pò di fortuna potrà guarire. Con grande prudenza cerchiamo di scortarla con la barca e di "mostrarle" la direzione da seguire. Capirà? Si, è commovente! A circa duecentometri dalla Torre Medicea inizia a nuotare seguendo il contorno della costa, al riparo dalla rotta dei traghetti, fino allo Scoglietto e poi oltre in mare aperto. Ce l'ha fatta! La vediamo allontanarsi, emerge ancora una volta vicino ad un gozzo intento alla pesca, ma l'uomo a bordo non si accorge di nulla, tanto è discreta.Buona fortuna, cucciolo di balenottera comune o balenottera minore, ormai non ha più importanza.

Che sia l'anno delle balene? Ci giunge notizia di avvistamenti in massa nel Mar Ligure. A noi, che in mare andiamo da anni, ci sembra di essere stati già oltremodo fortunati. Non immaginavamo che ne avremmo viste da lì a poco altre due.

E' il dodici luglio, il sole si è levato da un paio d'ore. Siamo a poche miglia dall'Elba, di ritorno dalla Maddalena. Un gruppo di tursiopi attraversa la nostra rotta, ma non presta attenzione alla barca. Infatti sta inseguendo un branco di alici. Comincia un carosello incredibile: al centro del cerchio descritto dai delfini, alicette argentate fuggono proiettandosi fuori dell'acqua.
Passa circa un'ora e lo spettacolo ricomincia, questa volta con nuovi attori: i tonni che, velocissimi, hanno sostituito i delfini nella caccia alle alici. Gabbiani e berte volteggiano chiassosamente cercando di approfittarne. A poca distanza notiamo dei vortici sull'acqua che disegnano dei centri concentrici. Dirigiamo la nostra attenzione su quel tratto di mare e dopo qualche minuto di attesa un soffio alto,più di cinque metri, potente, si trasforma in un aerosol attraversato dai raggi del sole. E' la nostra amica balena, ma non è sola: ha il suo cucciolo che le nuota accanto con un sincronismo perfetto. Senza tanti complimenti si aggiunge al banchetto, si immerge qualche minuto e ricompare a poca distanza. Nuovamente soffia tre, quattro volte e scompare nuovamente; sembra che stia insegnando al suo piccolo le tecniche di caccia.
Appagati decidiamo di non disturbare oltre i nostri amici; ci allontaniamo,sentendoci quasi degli intrusi in casa d'altri. Anche i cetacei hanno diritto alla loro privacy!



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